martedì 3 gennaio 2012

Perchè il Giardino ?

Perchè il giardino (?)  - in un forum che seguo ci hanno chiesto quali sono le motivazioni che stanno dietro alla passione di ciascuno di noi   "giardinauti"

Già, perchè il giardino ??

Non mi ero mai fatto questa domanda,   il Giardino è venuto da solo ,  da dentro di me ,  forse.

Forse c'era da sempre , dentro di me, il Giardino: c'era e non lo sapevo ancora, ancora non mi si era rivelato.

Molti, tra gli amanti del Giardino, lo hanno vissuto fin da piccoli, guidati da genitori e nonni che già amavano il giardino. Costoro sanno di aver avuto una guida, un esempio, che li ha portati ad amare e rispettare il “Verde” (nelle sue mille sfumature e nei suoi tenui o sgargianti colori).

Fortunate persone, che hanno il Giardino nei ricordi d'infanzia più belli.  Io non ho potuto vivere un giardino da giovane, anzi, da giovane non ho mai   "guardato"  un vero giardino .
La mia passione giovanile non era il  "Verde" bensì  l'Azzurro :  il  Mare.

E così, a 18 anni ho seguito la mia passione e ne ho fatto un mestiere.
Vivere nel blu, che la prora tagliava trasformandolo in ricami di bianca spuma;  e sopra di me l'azzurro del cielo, sempre uguale e pur sempre diverso. L'orizzonte incontaminato ed a volte la terra lontana, misteriosa, e per questo, solo per questo, affascinante.
Il Mare, magnifico e terribile,  nelle sue calme come nelle sue tempeste.

Due soli ricordi legano la mia infanzia al Verde. 
Mia madre, sul poggiolo di casa, al sesto piano, che curava i suoi (pochi) gerani  rosa  e le sue begoniette (anch'esse rigorosamente rosa ) . E' stato sufficiente quel  “timido poggioletto rosa”  a suscitare in me , dopo tanti anni la passione per il Giardino ?

Dal canto suo mio padre sosteneva che “i fiori non servono a niente,  prima o poi appassiscono e non sono nemmeno commestibili” ,  quindi da quella parte un “input” verso il giardinaggio mi sembra proprio da escludere.

Il secondo ricordo è la Villa Imperiale ,  parco pubblico di Genova,  dove ho passato molto tempo della mia infanzia.   La parte aperta al pubblico costituiva un parco di medie dimensioni (35/40000 mq),   che si estende tutt'ora lungo il pendio di una collina con buon effetto scenografico e che aveva visto tempi migliori ….. (già allora era molto trascurato in quanto a manutenzione) .
L'unico colore che adornasse le aiole era il rosso acceso delle canna indica, che contrastava con violenza con i mille toni di verde della vegetazione circostante. Alberi d'alto fusto ombreggiavano i viali e le grandi macchie di cespugli sempreverdi che regnavano inselvatichite ed incontrastate sui declivi tra viali e vialetti. Ed erano quei macchioni il regno dei giochi e delle fantasie di noi bambini che frequentavamo il parco, ed in quei macchioni avevamo aperto i nostri sentieri segreti, i nostri rifugi, e lì si scatenava la nostra fantasia esplorando le giungle africane o il Far West a secondo dell'ispirazione del momento.   Lì ci sentivamo liberi.

Forse è l'inconsapevole ritorno della mente a quegli attimi di “libertà” che mi ha portato ad un “tardivo” amore per il Giardino ?  Di sicuro ha orientato il mio modo di vedere il giardino: il mio giardino ideale è natura in libertà, libera da schemi, vinca il migliore …. (con magari un aiutino ….).
Ma, ... tra il dire ed il fare.... il mio piccolo giardino “reale” è diventato molto più “domestico” di quanto avrei voluto che fosse …...

Già, il mio giardinetto “reale” ( con la “g” minuscola) è arrivato tardi , quasi inaspettato.

Avevo già 47 anni quando abbiamo potuto acquistare la casa di Fontanigorda, con quei pezzetti di “giungla” incolta tutto intorno. E così, senza alcuna esperienza pregressa , mi sono “rivelato” taglialegna, giardiniere ed ortolano, come un bruco che diventa farfalla e spicca il volo in un mondo che non aveva neppure immaginato.

E nel giardino ce lo mettiamo un prato? Si, ma ….. naturale …...
Mi perdonino , se possono, i fanatici del prato senza difetti, quello che sembra finto....
A me invece piace il prato naturale, con le violette , i crochi, le margheritine, le primule, e chi più ne ha ne metta.......; adoro il tarassaco con i suoi soffioni che il vento trasporta e diffonde.
Quanta poesia, e quanta natura, in un prato naturale..... In un prato naturale non esistono infestanti, è tutto in armonia, tutto accettato, perfino un pò di muschio non guasta!
Ognuno ha i suoi gusti, a me piace naturale, non rasato troppo basso, per lasciar crescere un pò di fiorellini, che lo rallegrano con i loro colori, e credetemi , se lo tagliate abbastanza spesso, non è affatto disordinato, ma vivo e vivace, il tutto con cure minime e nessun patema.... provare per credere.
Un fanatico del prato inglese, una volta mi ha detto che il mio prato , da come lo descrivevo, doveva sembrare "un campo di patate" : chiedo scusa per lui ai campi di patate, evidentemente quel "signore" non aveva mai visto un campo di patate, con la sua meticolosa e pur delicata geometria d'impianto. Sì perchè per me un campo di patate ha pure lui il suo fascino, pur essendo più regolare del mio prato.
Chiramente, in primavera, quando arrivo a Fontanigorda e trovo l'erba alta come me, ci vuole una bella botta col decespugliatore, giusto per far vedere chi comanda....., poi, con un paio di passate di rasaebrba a taglio alto, in un mesetto anche il mio comincia a sembrare un prato......naturale .

Bah! , come mio solito, ho iniziato un argomento serio ed ho finito “cazzeggiando” , perdonatemi, se potete, io sono fatto così …....


2 commenti:

  1. Ciao pilus.... Eh sì siamo proprio simili...
    Anche io non so cosa portasse una milanese ad amare il verde, forse il bel giardino condominiale o più facilmente il giardino della casa della nonna nel Veneto, dove ho sempre passato la parte di vacanze più care della mia infanzia....
    E anche il mio giardino è "nature", credo ancora più del tuo....
    E quanto l'ho sognato, per anni, questo piccolo angolo di paradiso. Sarà disordinato, sarà poco curato (il tempo è quello che è...) ma è il mio piccolo angolo di paradiso....
    Come ti capisco, pilus.....
    Ciao paolaas

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