domenica 13 maggio 2012

Peonia Arborea a Fontanigorda

Eccola  , pronta a fiorire








Ormai è un arbusto  alto come me , con decine di boccioloni pronti a fiorire.

Peccato che stasera dobbiamo tornare a Genova  ed anche stavolta ci perderemo la fioritura ....

In maggio veniamo a Fontanigorda solo per brevi periodi: un paio di giorni ogni tanto, per mettere a posto il giardino e fare un pò di orto, e così ci perdiamo quasi sempre la fioritura delle peonie ed anche la prima fioritura di alcune rose .

Ma le rose, qui  ad 850 m. slm , iniziano a fiorire tardi ,  verso fine maggio,  più tardi delle peonie.

Fra le mie peonie, quella arborea è la prima a fiorire , ed eccola pronta a far sbocciare  i suoi fiori.





















Così abbiamo deciso di recidere  i rami fioriti e portarli a Genova per godere ancora qualche giorno, a casa , questa splendida fioritura.

Così , eccoci a casa, a Genova , con i fiori delle peonie in vaso:







mercoledì 2 maggio 2012

TERRENO ARGILLOSO


Terreno argilloso

Io coltivo da più di 10 anni un terreno argilloso (che non è mio....) ovvero un terreno che , se lasciato a sè stesso, quando piove è fradicio e impossibile da lavorare , quando è secco fa la crosta e si spacca con fenditure profonde e diventa duro come cemento. Difficile trovarlo in "tempera" ovvero ben lavorabile e , lasciandolo scoperto, è problematico coltivarci ortaggi da radice come carote e patate oppure insalate da taglio seminate a "spaglio".
Ci vogliono anni di continuo apporto di materiale organico per farne buona terra da orto .

"Ammendarlo" subito è fatica improba e costo esorbitante: mezzo metro cubo di materiale organico (concime/compost) e 50 kg di sabbia grossolana ogni metro quadro di orto , scasso profondo, miscelare e poi fresare ...... lascia perdere....

Io non ho nemmeno l’accesso carrabile e, non potendo fare tutto e subito , ho trovato alcune soluzioni e sono giunto ad alcuni compromessi:

a) delimitare una zona limitata per le carote, insalate seminate a spaglio, prezzemolo, e simili, da sopraelevare di 20/30 cm rispetto il resto del terreno e da arricchire subito di sostanza organica ed un pò di sabbia grossa.

b) Il resto del terreno, diviso in opportuni appezzamenti per favorire l'altenanza delle colture, deve essere mantenuto in tempera (umido e morbido) mediante copertura con telo impermeabile sia nella fase della cultura (pacciamatura e tubo ad ala gocciolante) che nella fase di riposo.

Perchè copertura nella fase di riposo ? per mantenerlo sempre in tempera, quindi lavorabile, ed evitare che si bagni troppo o si secchi troppo a seconda delle condizioni del tempo.
La copertura "a riposo" ottiene anche lo scopo di evitare la crescita delle infestanti ed il dilavamento del terreno con perdita di elementi nutritivi: un terreno argilloso non "dilavato" è come tenere le sostanze nutrienti in "banca" da un anno all'altro.
 Non accetto l'obiezione di alcuni secondo cui il terreno coperto "non respira" perchè più di 10 anni di esperienza su quello stesso  terreno mi hanno dimostrato che il terreno comunque "respira" e le colonie di formiche, insetti e batteri sotto il telo trovano l'ambiente ideale (ci ho trovato anche serpentelli e rospi, tutti vispi ed in ottima forma )

Un terreno argilloso mantenuto costantemente in tempera è ideale per qualsiasi coltura che possa agevolarsi della pacciamatura, evidentemente escludendo l'insalatina a spaglio, prezzemolo, basilico erba cipollina ed altre simili, per le quali va bonificata una parcella a sè stante come detto più sopra.

La copertura a riposo va comunque gestita con un briciolo di attenzione nel periodo invernale scoprendo il terreno quando necessario per far asciugare l'umidità in eccesso che può formarsi dopo intense precipitazioni o lo scioglimento di nevicate abbondanti.

COLTIVAZIONE DEI POMODORI SECONDO PILUS


Coltivazione dei pomodori

Riporto  qui di seguito uno scambio di opinioni avuto con diversi amici su un forum al riguardo del  mio sistema di coltivazione dei pomodori

(in grassetto gli interventi e le domande dei miei interlocutori)

Finalmente sono riuscito a fresare una fascia con il terreno "quasi" in tempera nell'orto di Ge.
Ne ho ricavato due "prode" parallele su cui ho steso il tubo ad ala gocciolante e quindi un telo nero di pvc già usato diverse volte per altre colture, quindi con qualche piccolo strappo e qualche buco di troppo.
Immagino già le critiche dei puristi del bio.... ma il telo bio l'ho già sperimentato, dura poco e costa più del Pvc, con un rapporto prezzo/utilizzo per me non sopportabile. Ho già detto altrove che pacciamerei ben volentieri con erba e trinciati di potature (mi sono comprato apposta un trituratore caravaggi con motore honda da 5 cv , ma non ho abbastanza materiale e quindi mi arrangio come posso. Io sono per i compromessi, quando aiutano a vivere.... e per me la pacciamatura è un obbligo, così come l'irrigazione automatica a goccia.







Ho messo le canne e legato i primi pomodori (48 piantine, tra cuore di bue , ciliegino , ed un nuovo acquisto: "montecarlo")
L'impianto è pronto, testato e funzionante, e non dovrebbe avere bisogno di "grossa" manutenzione da qui a fine ottobre quando toglierò tutto per le lavorazioni autunnali (tempo permettendo)
A parte lo spazio per ulteriori pomodori (ancora in semenzaio/vasini) prevedo utilizzare lo spazio rimanente per porri e cipolle mentre nelle parti in ombra andranno biete, catalogna, insalate a cespo
Oggi ha piovigginato già un poco, le previsioni danno pioggia poca e leggera. Comunque ieri sera, per precauzione, avevo coperto le fasce ancora da lavorare con i teloni da pioggia: basta un giorno al terreno per infradiciarsi e poi è un problema lavorarlo (argilla pura, non so se mi spiego)

la perfezione non è di questo mondo, e nel mio caso è veramente così : mai fatto una riga diritta......
in più ho lasciato il tubo spostato apposta perchè si notasse attraverso i fori, poi quando metto le piantine nei buchi lo sposto nella posizione corretta, a metà della proda.




Perché il telo?

ciao, posso chiederti a che serve il telo di pvc? e cosa intendi per pacciamatura con erba in alternativa al pvc? consisterebbe nell' usare erba potata (o paglia x esempio) al posto del telo se ho capito bene, giusto? sono alle prime armi perdonami http://forum.giardinaggio.it/images/smilies/sorriso.gif

un altro amico ha risposto:
In attesa di Pilusmax, ti dico che il telo serve ad impedire lo sviluppo di erbacce, a mantenere il terreno più umido, a favorire lo sviluppo di microorganismi tellurici con temeprature più elevate, a contenere il consumo di acqua, a non far sporcare le bacche,ad imepdire l'erosione del terreno, ad impedire che il terreno si compatti con la pioggia bettente. Quello che hai visto usare da Pilusmax è un telo non traspirante e non permeabile. Ce ne sono di traspiranti e permeabili, che evitano la formazione di muffe nel terreno. La paglia svolgerebbe la stessa funzione, col vantaggio di poterla interrare facilmente. In sostanza, la pacciamatura ripete ciò che avviene sul suolo di un bosco.
un altro metodo molto economico e funzionale è questo: metto i pomodori in doppia fila come pilumax ma in mezzo e ai lati stendo del normale cartone che ricopro con sfalci d'erba (ne ho molta) già essiccata per evitare fermentazioni, sotto stendo la gommina per irrigare. lo uso in tutte le colture estive con buoni risultati. in autunno freso il tutto. http://forum.giardinaggio.it/images/smilies/05.gif

sono completamente daccordo con quanto sopra
 
Io uso il pvc nero perchè mi pare il più adatto ai miei usi e più economico però ha il problema dello smaltimento .......
Ci sono teli biodegradabili che ho provati e scartati perchè si degradano troppo velocemente (tre mesi) per la durata delle mie culture
Ci sono teli in tessuto non tessuto (spesso) verdi e marrone , gradevoli a vedersi anche per il giardino (anche loro però  a smaltimento speciale)
Poi c'è il telo in pvc tessuto (verde a righe nere o viceversa, che lascia passare la pioggia e traspirare il terreno e dura a lungo (lo uso sotto le rose, coperto di cortecce, perchè non lo devo togliere a fine coltura.
Anche io ho fatto le mie esperienze pacciamando con l'erba sfalciata, da sola o con sotto cartoni e giornali, e con tritume di potature (ho un biotrituratore Caravaggi con motore honda 5 cv) e sono tutti metodi validissimi e consigliabili per chi ha il materiale idoneo.

Ciao pilusmax, mi interessa questa cosa della paciamatura con l'erba sfalciata.
Utilizzi l'erba del prato? E come fai? La fai seccare prima?

Non serve seccare l'erba , anzi, se è fresca è meno soggetta a farsi spostare dal vento.
è importante che non sia stata tagliata quando ha già maturato i semi , se no ti nascono le infestanti e finisce una parte del vantaggio che vuoi ottenere.
Se invece vuoi usare edera,rovo,vite americana ed altre essenze che mettono facilmente radice dai rametti tagliati, quelle le devi far seccare a lungo , finchè non sono completamente devitalizzate


Da aggiungere che sotto il telo (se non ci montate su con i piedi) il terreno resta perfettamente in tempera come lo avete lasciato, e potete fare una seconda coltura senza togliere il telo ed usando gli stessi buchi, senza dover zappare di nuovo tra le due culture
Ad esempio potete mettere i pomodori nelle buchette ex fave o piselli .
Io quest'anno ho fatto addirittura il contrario , lasciando il telo e le canne dei pomodori sul posto e seminandoci i piselli a novembre (farò una foto prossimamente)

Quanto sopra vale per la pacciamatura in piena terra in orto, per i vasi vale un discorso diverso e la regola generale è: ""chioma al sole e piede all'ombra"" ovvero tenere all'ombra tutto il vaso , non solo la terra in superfice (mai fare "bollire" le radici dentro i vasi al sole )

 
Tornando all'argomento, devo dire che a mio avviso si dovrebbero praticare dei fori più piccoli nel telo, rispetto ai tuoi. Che ne pensi? 

Per i fori hai ragione , l'ideale per non fare crescere le erbacce vicino al gambo delle piante coltivate è fare un taglio a X in modo che poi spunti solo il gambo ed i lembi si possano chiudere
Io faccio il foro un pò per fare prima (senza coltello, col piantabulbi , un giro di polso e viene via telo e terra ...) ed anche perchè quando posso faccio delle irrigazioni con fertilizzante liquido (con l'inaffiatoio) e col foro grosso faccio prima ..... e poi un pò più di aerazione non guasta , visto che il telo è impermeabile anche all'aria (da nuovo, perchè io lo uso per più anni e man mano che invecchia si lisisce e si buca sempre più)

Qualche fertilizzazione di "rinforzo" è utile all'epoca della allegagione e maturazione , specie su culture che durano a lungo (i miei pomodori vanno avanti fino ad ottobre ed oltre se il tempo tiene) . 
L'ideale per la coltivazione con telo e tubo sarebbe un impiantino per la "fertirrigazione" ovvero una pompetta che, in un apposito serbatoio, miscela concime liquido ed acqua nelle dovute proporzioni e immette il tutto nel tubo di irrigazione. Io non uso questo sistema (roba da professionisti o hobbisti danarosi) anche perchè non ho l'orto sotto casa e periodicamente viene "visitato"  da "alieni"  mi fregano  attrezzi, centraline, bibite, benzina e tutto quello che trovano di facilmente asportabile e/o rivendibile nell'orto e nel "capanno degli attrezzi" (alias : baracca) .....
Ma se uno volesse fare un lavoro ben fatto, la fertirrigazione è il massimo. Se ne è già parlato in questo o altro forum, non ricordo ma potete trovare facilmente i dettagli in rete (se non li trovate scrivete e ve li linko io perchè da qualche parte doverei averli)

Per l'irrigazione a goccia si usa un tubo da 16 mm di diametro con gocciolatoi a 30 cm di distanza  , quelli della claber sono i migliori ma ne trovi di validi a prezzi inferiori.
La portata è perfetta  ed irriga in profondità per una distanza di 20/30 cm da entrambi i lati del tubo
i tempi di irrigazione variano a seconda della coltura e del terreno , puoi cominciare con un ritmo di 20 minuti a gg alterni ma devi fare dei saggi in profondità per determinare con l'esperienza il ritmo adatto , poi, con l'esperienza vai in automatico.

Ho visto il tubo in funzione prima di coprirlo col telo e mi è sembrato veramente scarso, tanto che stavo pensando di mettere un tubo alla base di ogni fila di pomodori.
Ma dato che al momento i mei hanno tra le file una distanza di circa 50cm, secondo i tuoi calcoli non dovrebbe essere necessario.

L'apparenza superficiale inganna , la zona irrigata si espande a cono andando in profondità: unica raccomandazione è quella di avere il terreno già abbastanza uniformemente umido (umido, non zuppo) intorno alle piantine al momento del trapianto per evitare che la gocciolatura iniziale si disperda troppo velocemente in profondità (specie se il terreno non è fresato finemente ma si presenta in zolle medie/grandi) . 
Per questo, specie trapiantando su terreno secco, è utile irrigare abbondantemente (con tubo o annaffiatoio) la base delle piantine subito dopo il trapianto .
Comunque ogni terreno ha le sue particolarità, anche dal punto di vista dell'irrigazione, e finchè non hai acquisito abbastanza esperienza specifica , ti conviene verificare l'umidità del terreno con qualche sondaggio in profondità (piantabulbi o paletta stretta ) tra una pianta e l'altra per regolare i tempi di irrigazione e trovare il ritmo giusto.
Per mia esperienza preferisco bagnare per 1 ora ogni 2/3 giorni piuttosto che per 20 min tutti i giorni, ma io ho un terreno molto argilloso e poco permeabile ; magari con un terreno sabbioso e molto permeabile può essere meglio fare il contrario (??)


L’impalcatura :  canne e legacci

Mi interessa la formazione sostegni fatta con le canne di bambù,ed a riguardo vorrei kiederti
durante la crescita delle piante le aiuti legandole man mano alle canne con della rafia,oppure si arrampicano da sole?

A mio avviso la rafia è scomoda:  bisogna farci i nodi e poi a coltura finita tagliarli (e se non è bio... va raccolto tutto come "plastica" etc...)
Io uso i legaccetti di filo ferro plastificati che vendono già tagliati a misura : per fissarli basta torcerli con due giri , senza bisogno di nodi , così si sciolgono e si recuperano facilmente a coltura finita e si possono riutilizzare per anni .

Per legare le canne uso fil di ferro dolce plastificato, molto tenero da piegare (lo vendono in matassine) anche lui agguanta con due o tre torsioni e si può recuperare ed usare più volte.
Le canne vanno incrociate due a due e tutte unite con una canna legata alle altre nei rispettivi incroci.
Servono anche 4 rinforzi longitudinali inclinati, due per parte con inclinazione opposta  ( / \ ), ciascuno con una estremità piantata nel terreno e legato a tutte le canne verticali che incrociano (se non è chiaro dalle foto precedenti chiedi e faccio foto dei dettagli)

Puoi usare lo stesso impianto per fagioli,fagiolini, piselli rampicanti o in alternativa mettere le canne allo stesso modo ma più rade (1 metro o più fra coppia di canne) e legare a questa "struttura" una rete di plastica "da piselli" per farci rampicare le piante

Qui non si vede l'incrocio delle canne ma è evidente il rinforzo obliquo che parte da terra e viene legato a tutte le canne che incrocia. Dal capo opposto del filare ne parte un altro inclinato in senso contrario ( / \ ) e lo stesso sull'altro lato in modo da assicurare la rigidità dell'impianto alle pressioni esercitate lungo il filare dal vento o animali (tasso,cinghiale,volpe,capriolo....)


qui invece si vede l'incrocio delle canne e la canna orizzontale che unisce tutti gli incroci ; la legatura della canna orizzontale alle canne verticali incrociate non si riesce a distinguere e le canne oblique sono quasi completamente coperte dalla vegetazione ma si vedono partire da terra all'inizio del filare


nelle due foto seguenti puoi notare i legaccetti che assicurano i gambi dei pom. alle canne (mai legare stretto, ma lasciare lo spazio necessario al gambo per ingrossarsi liberamente


qui sotto si vedono chiaramente i legaccetti sopra il guanto e sopra il pomodoro


fai attenzione alle date delle foto:
l'ultima è di gennaio ... ed i ciliegini resistevano ancora..... 

.... poi a febbraio è arrivato il gelo 

venerdì 3 febbraio 2012

Neve


panorama

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cachi

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senza cachi, solo neve

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la pergola

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nel bosco

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ho perso il sentiero....

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pupazzi ??

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fontanella

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ghiaccio

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ti vuoi mica sedere ?

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e , alla fine,

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scava, scava..... abbiamo trovato ....... un cavolo .... :( :D

sabato 7 gennaio 2012

O G M

Crocefiggetemi pure... ma io non ho prevenzioni nè pregiugizi.

Gli OGM fanno parte del progresso, come gli antibiotici.

Il problema è nell'uso che se ne può fare, esattamente come gli antibiotici, che se usati impropriamente (nel magime dei polli...etc)  bene non fanno.

A me danno fastidio i pidocchi sui fagiolini e mi piacciono i fagiolini conditi con l'aglio ed il peperoncino.
Se si riuscisse ad introdurre nella genetica dei fagiolini i geni che danno il tipico sapore all'aglio ed al peperoncino,  gli afidi sui fagiolini non ci andrebbero e potrei mengiarmeli tutti io,  già conditi, indisturbato , senza dover litigare con torme di esserini neri ed affamati e dover sottostare all'annoso dilemma : ? avveleno insieme a loro anche quello che mangio io , o passo tutte le mie giornate a toglierli, uno per uno con le ditine??  .
  Il fatto è poi che d'estate vado  all'orto un giorno alla settimana al massimo, quindi il tempo di dare la caccia ai pidocchi con le ditine non ce l'ho.  Perciò, siccome non avveleno quello che mangio e le cure palliative (macerati d'ortica/aglio/peperoncino.....)  a me non funzionano,  devo abbandonare  i  fagiolini ai miei voraci concorrenti, mentre, se ci fosse un fagiolino OGM come dico io ......

Secondo me è tutta questione di fare le cose per benino, seguendo le regole e mettendoci cautela, prudenza  ed i dovuti controlli.
Si potrebbero così ottenere risultati che la natura da sè non ha ancora ottenuto, ma che magari, con  altri  migliaia di anni di Evoluzione Naturale,  arriverebbero da soli.  Pensateci bene,  perchè la natura da sè medesima produce ogni giorno i suoi  OGM ,  fa parte della Evoluzione Naturale .

E che cosa sono gli incroci, le ibridazioni, persino gli stessi innesti,  se non tentativi di aiutare l'  Evoluzione Naturale cercando di orientarla verso obbiettivi  utili  all'uomo ?? 
Gli OGM sono la prosecuzione di questi tentativi con uno strumento nuovo, la scienza.  E cosa è la scienza umana se non il prodotto più recente (e per molti versi il migliore) dell' Evoluzione Naturale ??

Rifiutare in blocco lo studio e la sperimentazione  sugli OGM, solo per partito preso, mi sembra un concetto "oscurantista" ,  dettato dalla "paura del nuovo"  e  di una visione pessimistica nei confronti della nostra stessa capacità di progredire sulla strada di un futuro migliore.

Mi è stato risposto:
Ci sono 5 multinazionali che hanno monopolizzato il mercato delle sementi e sono loro che spingono gli OGM per avere i brevetti e il dominio incontrastato sull'agroalimentare, altro che risolvere il problema della fame nel mondo.....
Hanno immesso in circolazione cibi di cui non si conoscono gli effetti sugli organismi,
così come le industrie farmaceutiche vendevano farmaci considerati miracolosi e che invece hanno causato danni immensi al solo scopo di guadagno.
Non dico che non si debba studiarci sopra, sperimentiamo pure, ma non sulla pelle della gente.
E comunque sono molti gli scienziati che ritengono che gli OGM causano più danni che benefici....
Mi viene in mente una storiella...
Quella di quello scienziato che modifico i geni della zucca e dell'albicocca, voleva creare la "Zucocca" un frutto grosso come una zucca con il sapore di albicocca, ci riuscì quasi......ne venne fuori un frutto grosso come un'albicocca e dal sapore di zucca...


La mia risposta:

Io non sono certo per gli  OGM  a tutti i costi e non mi pagano certo le multinazionali .

Comunque ci sta che certi  studi finiscano su un binario morto o diano il contrario di quello che volevano produrre, specie all'inizio , e in questo campo siamo proprio all'inizio.

Può darsi che al terzo o al centesimo tentativo lo scienziato della tua barzelletta avrebbe prodotto qualcosa di buono, se lo avessero lasciato fare .

Gli scienziati spesso non sono daccordo fra di loro (è capitato sempre in tutti i campi, sopratutto nella Fisica, dove illustri cattedrattici hanno stroncato i lavori di giovani promesse e poi si sono dovuti ricredere).

Spesso anche fra gli scienziati, che dovrebbero avere la mente più aperta degli altri, prevalgono posizioni "settarie"  e "pregiudiziali"  e tanti di loro dedicano più tempo a smontare le teorie altrui che a produrne di proprie. 

Ma mi sta bene che sia così, se no non ci sarebbero le verifiche ed i controlli, che rendono la ricerca meno pericolosa e  meno catastrofiche  le sue ricadute in termini pratici .

Perchè la scienza produce da sempre cose pericolose:  ha cominciato con l'uso del fuoco, il coltello di selce,  la punta di lancia , e così via per arrivare alla polvere da sparo, la  dinamite, l'energia atomica, le armi chimiche e batteriologiche.

Se per questo la ricerca sugli OGM non è di per se  più pericolosa di quelle che vengono condotte nei campi della chimica e della fisica. 

Allora vietiamo la scienza ?? Torniamo nelle caverne ??  Io no,  io nelle caverne non ci torno.

Per me si va avanti, per pericoloso che possa essere. Avanti con le dovute cautele, denunciando i pericoli e gli abusi e pretendendo da chi ci governa più garanzie e più controlli.

mercoledì 4 gennaio 2012

l'Albero di Natale

 il mio Albero di Natale  di    " fil di ferro e plastica"  a mio avviso   è  più "ecologico"  di quelli  "naturali"


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Citazione:

Il surrogato di plastica, grazie al marketing ha battuto L'albero di natale (vero)
La coltura dell'abete rosso ha rappresentato in passato un'ottima integrazione al reddito per gli agricoltori.
Vent'anni fa elementi concomitanti hanno fatto crollare le vendite, la genialata del marketing dei produttori di alberi di plastica è stato lo slogan "compra l'albero ecologico" come se la plastica crescesse nei campi e non andasse smaltita.
Negli USA intanto si fanno campagne pubblicitarie a favore degli alberi veri...

Dal giornale "La Campagna" della Coldiretti

 Fine citazione
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Il  mio commento:

Ognuno ha il suo punto di vista , che andrebbe rispettato, ma questo punto di vista non riesco proprio a rispettarlo : coltivare alberi per anni al solo scopo di farci denaro, sapendo che al cliente dureranno dieci giorni e poi finiranno nel cassonetto dell'immondizia con tutto il vaso e la terra,  non è un punto di vista ecologicamente  rispettabile e non è degno della Coldiretti.

Ed anche se gli alberelli sopravvivessero alle sevizie casalinghe e potessero essere ripiantati , dovrebbero essere  riportati nel loro habitat naturale e non piantati nel giardinetto di casa, a pochi metri dalle finestre, in habitat inadatti e col sicuro destino, se nonostante tutto campano, di essere tagliati dopo pochissimi anni perchè cresciuti troppo e troppo vicini alle case.

A Fontanigorda, "quasi montagna" ligure (800/1000 m.) , anni fa,    la Guardia Forestale mi ha espressamente vietato di piantarlo nel bosco,  in quanto specie estranea alla flora locale , consigliandomi di rispedirlo al luogo di provenienza o, più praticamente ...... nel cassonetto della spazzatura.

Da allora, saranno 20 anni, albero di plastica, sempre lo stesso : se ben addobbato è pure bellissimo anche lui.

martedì 3 gennaio 2012

Perchè il Giardino ?

Perchè il giardino (?)  - in un forum che seguo ci hanno chiesto quali sono le motivazioni che stanno dietro alla passione di ciascuno di noi   "giardinauti"

Già, perchè il giardino ??

Non mi ero mai fatto questa domanda,   il Giardino è venuto da solo ,  da dentro di me ,  forse.

Forse c'era da sempre , dentro di me, il Giardino: c'era e non lo sapevo ancora, ancora non mi si era rivelato.

Molti, tra gli amanti del Giardino, lo hanno vissuto fin da piccoli, guidati da genitori e nonni che già amavano il giardino. Costoro sanno di aver avuto una guida, un esempio, che li ha portati ad amare e rispettare il “Verde” (nelle sue mille sfumature e nei suoi tenui o sgargianti colori).

Fortunate persone, che hanno il Giardino nei ricordi d'infanzia più belli.  Io non ho potuto vivere un giardino da giovane, anzi, da giovane non ho mai   "guardato"  un vero giardino .
La mia passione giovanile non era il  "Verde" bensì  l'Azzurro :  il  Mare.

E così, a 18 anni ho seguito la mia passione e ne ho fatto un mestiere.
Vivere nel blu, che la prora tagliava trasformandolo in ricami di bianca spuma;  e sopra di me l'azzurro del cielo, sempre uguale e pur sempre diverso. L'orizzonte incontaminato ed a volte la terra lontana, misteriosa, e per questo, solo per questo, affascinante.
Il Mare, magnifico e terribile,  nelle sue calme come nelle sue tempeste.

Due soli ricordi legano la mia infanzia al Verde. 
Mia madre, sul poggiolo di casa, al sesto piano, che curava i suoi (pochi) gerani  rosa  e le sue begoniette (anch'esse rigorosamente rosa ) . E' stato sufficiente quel  “timido poggioletto rosa”  a suscitare in me , dopo tanti anni la passione per il Giardino ?

Dal canto suo mio padre sosteneva che “i fiori non servono a niente,  prima o poi appassiscono e non sono nemmeno commestibili” ,  quindi da quella parte un “input” verso il giardinaggio mi sembra proprio da escludere.

Il secondo ricordo è la Villa Imperiale ,  parco pubblico di Genova,  dove ho passato molto tempo della mia infanzia.   La parte aperta al pubblico costituiva un parco di medie dimensioni (35/40000 mq),   che si estende tutt'ora lungo il pendio di una collina con buon effetto scenografico e che aveva visto tempi migliori ….. (già allora era molto trascurato in quanto a manutenzione) .
L'unico colore che adornasse le aiole era il rosso acceso delle canna indica, che contrastava con violenza con i mille toni di verde della vegetazione circostante. Alberi d'alto fusto ombreggiavano i viali e le grandi macchie di cespugli sempreverdi che regnavano inselvatichite ed incontrastate sui declivi tra viali e vialetti. Ed erano quei macchioni il regno dei giochi e delle fantasie di noi bambini che frequentavamo il parco, ed in quei macchioni avevamo aperto i nostri sentieri segreti, i nostri rifugi, e lì si scatenava la nostra fantasia esplorando le giungle africane o il Far West a secondo dell'ispirazione del momento.   Lì ci sentivamo liberi.

Forse è l'inconsapevole ritorno della mente a quegli attimi di “libertà” che mi ha portato ad un “tardivo” amore per il Giardino ?  Di sicuro ha orientato il mio modo di vedere il giardino: il mio giardino ideale è natura in libertà, libera da schemi, vinca il migliore …. (con magari un aiutino ….).
Ma, ... tra il dire ed il fare.... il mio piccolo giardino “reale” è diventato molto più “domestico” di quanto avrei voluto che fosse …...

Già, il mio giardinetto “reale” ( con la “g” minuscola) è arrivato tardi , quasi inaspettato.

Avevo già 47 anni quando abbiamo potuto acquistare la casa di Fontanigorda, con quei pezzetti di “giungla” incolta tutto intorno. E così, senza alcuna esperienza pregressa , mi sono “rivelato” taglialegna, giardiniere ed ortolano, come un bruco che diventa farfalla e spicca il volo in un mondo che non aveva neppure immaginato.

E nel giardino ce lo mettiamo un prato? Si, ma ….. naturale …...
Mi perdonino , se possono, i fanatici del prato senza difetti, quello che sembra finto....
A me invece piace il prato naturale, con le violette , i crochi, le margheritine, le primule, e chi più ne ha ne metta.......; adoro il tarassaco con i suoi soffioni che il vento trasporta e diffonde.
Quanta poesia, e quanta natura, in un prato naturale..... In un prato naturale non esistono infestanti, è tutto in armonia, tutto accettato, perfino un pò di muschio non guasta!
Ognuno ha i suoi gusti, a me piace naturale, non rasato troppo basso, per lasciar crescere un pò di fiorellini, che lo rallegrano con i loro colori, e credetemi , se lo tagliate abbastanza spesso, non è affatto disordinato, ma vivo e vivace, il tutto con cure minime e nessun patema.... provare per credere.
Un fanatico del prato inglese, una volta mi ha detto che il mio prato , da come lo descrivevo, doveva sembrare "un campo di patate" : chiedo scusa per lui ai campi di patate, evidentemente quel "signore" non aveva mai visto un campo di patate, con la sua meticolosa e pur delicata geometria d'impianto. Sì perchè per me un campo di patate ha pure lui il suo fascino, pur essendo più regolare del mio prato.
Chiramente, in primavera, quando arrivo a Fontanigorda e trovo l'erba alta come me, ci vuole una bella botta col decespugliatore, giusto per far vedere chi comanda....., poi, con un paio di passate di rasaebrba a taglio alto, in un mesetto anche il mio comincia a sembrare un prato......naturale .

Bah! , come mio solito, ho iniziato un argomento serio ed ho finito “cazzeggiando” , perdonatemi, se potete, io sono fatto così …....